sabato 15 settembre 2018

Non siamo incubatrici!

Spero ogni giorno di svegliarmi un mondo migliore, ma ormai la speranza è debole e spesso decide di rimanere sotto le coperte. Io invece mi devo alzare e dopo l'amato caffè devo leggere cose di questo tipo:

Obbligheremo le donne a partorire. Vorrei il matrimonio indissolubile e abrogherei le unioni civili.

Chi ha detto queste infamanti parole?
Il quiz di oggi è questo, ma vi aiuto io: Simone Pillon. Leghista, neocatecumenale, dice padre, marito e fratello (nella sua non intervista con Zucconi) il Senatore (pagato anche dalle mie tasse quindi e dalle tasse di tutte voi donne!) spiega che il suo sogno più roseo sarebbe vedere un'Italia senza aborto, senza divorzio e senza unioni civili. Lo dice forse dimenticandosi per esempio quanto il divorzio sia stato utile per il suo capo di partito, il "signor" (passatemi il termine) Salvini che ha già due famiglie alle spalle e adesso è in procinto di formare la terza. Una grande famiglia tradizionale.
Sfortunatamente non si è fermato lì.
Pillon ha anche dichiarato:
 

Ora...
Io capisco, ma non condivido chi non ricorre all'aborto. Per religione, per motivi etici, motivi personali, tu donna sei libera di portare a termine la gravidanza o meno.
Ma sei libera.
Queste frasi non possono ne potranno mai essere dette da chi la donna la rispetta, da chi rispetta lei in quanto madre, da chi rispetta la funzione di madri, di chi porta in grembo il proprio bambino e che lo fa nascere, lo cresce, lo cura e lo ama.
Mercificare la gravidanza "Offrendo somme ingentissime per non farlo" è sputare su ogni madre, su ogni gravidanza, su ogni donna che esista. Un figlio non è commerciabile. Un figlio non è un oggetto che si compra o in questo caso si tiene in cambio di denaro. Quale differenza allora ci sarebbe con chi ricorre all'utero in affitto, cosa contestata e combattuta così tanto da quelli del family day? Quale differenza ci sarebbe se non quella di comprare la donna e la sua funzione di madre?
Non credo ci sia niente di più vile, non credo ci sia insulto più grande.
A parte ovviamente dire "GLIELO IMPEDIAMO".
A quel punto dopo aver mercificato, ridotto a oggetto acquistabile, la donna diventa ancor meno: diventa un'incubatrice.
La nostra pelle si trasforma in fredda plastica che contiene una gravidanza che per qualsiasi motivo si può non volere. La donna si trasforma in un recipiente che l'uomo può riempire e costringere a crescere e procreare in nome... di cosa?
In nome di una religione?
In nome del feto?
Ma si può davvero credere che un bambino nato da una costrizione, da un'imposizione così crudele e senza pietà possa davvero crescere in un mondo pieno d'amore che solo una madre può dargli?
E' uno schifo.
La libera scelta viene violata in nome di valori che non vengono rispettati perché nulla, NULLA giustifica la violenza su una donna, nulla giustifica l'imposizione di una scelta così grande come quella di essere madre.
La 194 esiste. Tante donne e tanti uomini hanno lottato per averla, è stata votata, il popolo ha deciso.
Perché continuiamo a sopportare tutto questo?
Perché? 

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