Quando ero in terza media un giorno mi arrivò un'email poco piacevole dal ragazzo che mi piaceva della classe di fronte alla mia. Non ripeterò tutte le parole, ma in pratica mi diceva di darmi fuoco. Mi ricordo ancora l'umiliazione di andare a scuola il giorno dopo, quante volte ho pianto. E' stata dura. Soprattutto perché credevo di avere degli amici in quella classe, delle amiche soprattutto.
Crescendo, guardando indietro, ricordandomi le risatine, le frecciatine, mi sono accorta che quel gruppetto di ragazzine che a me piacevano, in realtà erano le solite quattro bullette, sotto mentite spoglie. E' brutto perché alcune di queste ragazze me le sono ritrovate al liceo e una di loro anche all'università.
Sono una persona tendenzialmente socievole. O almeno lo ero. Adesso quando conosco qualcuno di nuovo è difficile lasciarmi andare, credo in parte per quello che mi è successo.
Ma sto andando troppo veloce.
Le elementari me le ricordo come un bel periodo. Ho incontrato la mia migliore lì. E' ancora la mia migliore amica, ancora mi rende la vita più colorata e meravigliosa e lei sa cosa questo post vuole dire. Lo sa bene.
Alle medie io ero la sfigata. Ero presa in giro, a volte in maniera molto fastidiosa, certo non si è mai arrivati a livelli tragici, ma ci sono stati alcuni momenti bui. Alcune battute che fanno davvero male.
Come quella di qualcuno che mi disse che forse sarebbe stato per me andarmene da quella scuola, perché tifavo una squadra diversa.
Ma la cosa peggiore lì venne dalle insegnanti.
In particolare dall'insegnante di francese che a me, giovane ragazza che sognava il classico e l'università, disse che no, non ero abbastanza. A tutti quanti rispose ah si bene, un'ottima scelta. Io fui l'unica a cui disse che la mia scelta non era giusta.
Che non ero abbastanza.
Mi chiedo come si possa dire una cosa del genere a una ragazzina di 13 anni. Me lo chiedo spesso.
Seguii il suo consiglio. Andai al linguistico.
E finii in una gabbia di matti.
Una classe tutta femminile.
Le bullette delle medie.
E io ero ancora più sfigata.
Fortunatamente per me avevo degli amici, sapete alcuni delle medie stavano crescendo e crescendo si erano accorti che sì ero sfigata, ma ero anche simpatica.
Questo mi ha tenuto lontana da qualsiasi dramma, ma dopo un anno e mezzo in quel manicomio, me ne andai. Le ragazze della mia classe, beh alcune, mi chiamavano "Cessa".
E per quanto lo fossi la ragazza che aveva inventato questo grazioso nomignolo... qui volevo fare una battuta su di lei, ma eviterò. Non voglio scadere nel banale, come lei.
Da qui, la mia storia è in salita.
Trovai la mia scuola, un anno dopo. Trovai dei fantastici compagni e circondata da persone fantastiche fiorii, scolasticamente e a livello personale.
Ero sempre la sfigata. Ma non me ne importava.
C'erano altre cose.
Ora perché ho scritto tutto questo? Voglio mandare un messaggio.
A tutti quelli che a scuola conoscono cosa vuole dire avere dei bulletti e delle bullette in classe che ti rovinano quella che dovrebbe essere una buona giornata a scuola. Quando vi si dice, vedrai che passerà: è vero.
Passa. E passa quella sensazione di rottura. Passa quella sensazione di essere sbagliati, perché non siete sbagliati. Passa quella brutta visione del pavimento ogni volta che camminate, perché avete paura di incontrare lo sguardo di qualcuno.
Non lo scorderete. Non sperate che la vostra memoria diventi meno pungente: da grandi però invece di sentirvi male, piegherete la testa di lato con un mezzo sorriso.
Ai bulli...
A coloro i quali ancora oggi, da adulti, si sentono così splendenti da poter giudicare gli altri e farli sentire una merda: mi fate pena.
Soprattutto quelle ragazze, mi ricordo di loro, che giocavano a fare le alternative e invece non erano tanto diverse dalle ragazzine che sembravano barbie. Avevano solo vestiti diversi.
E mentre una ragazza bionda, bella e dolce mi ha salvato la vita in terza media arrivando e sedendosi accanto a me, io posso solo dire a quelle ragazze.. false. Ipocrite. Mi fate pena.
Ora ho 31 anni.
Sto per laurearmi, ho tanti amici, ho un fidanzato, ho una bella famiglia, la mia vita mi piace. Per arrivare fino a qui, ripeterei lo stesso percorso. Sono ancora una sfigata.
Ma una sfigata felice :) Che male c'è?
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